Torbide, fresche, sorprendenti acque: le meraviglie di Oosterschelde

Certamente al di fuori dei classici itinerari subacquei, i fondali di Oosterschelde, nei Paesi Bassi, offrono una sorprendente varietà di incontri.

COORDINATE: 51°33’57.6″N 003°57’23.4″E

KEYWORDS: mare del nord, muck diving, zeeland, Paesi Bassi, oosterschelde, ostrica, anguilla, granchio, anfipode

Un’amica ci porta alla scoperta dei fondali di Oosterschelde, parco nazionale dei Paesi Bassi prossimo al confine con il Belgio, nella regione dello Zeeland. Il parco è affacciato sulla costa, e protegge uno stretto bacino semichiuso, costituito da una propaggine del Mare del Nord che si incanala tra le tortuose coste olandesi.

L’ambiente sommerso è caratterizzato da due aspetti principali: in primis, l’alternanza delle maree, evidente nel bacino, crea una commistione di acque dolci e salate, in genere molto torbide (la visibilità spesso non raggiunge i 3-4 metri, e talvolta è anche molto più scarsa), ma ricche di nutrienti. Inoltre, il fondale è costituito da sabbia molto fine, e lungo le coste degrada molto lentamente, mantenendosi su profondità estremamente ridotte, generalmente non superiori a 7-8 metri.

Queste condizioni danno origine ad un ecosistema molto interessante, per certi versi simile a quello che caratterizza l’Alto ed il Medio Adriatico: una sorta di grande piscina, le cui acque calme e poco profonde pullulano di fitoplancton e sostengono un’enorme biodiversità ed abbondanza di organismi bentonici, fortemente selezionati dalla presenza di un fondale incoerente e dagli alti tassi di sedimentazione.

Il piccolo gamberetto Hippolyte varians tra le ascidie, che crescono le une sopra le altre

Un gruppo di ascidie Ciona intestinalis sporge dalle valve di un’ostrica

Tra gli organismi più adattati all’alto carico organico di questo ambiente ci sono certamente i bivalvi filtratori, come le grandi ostriche (la nativa Ostrea edulis e la pacifica Magallana gigas), che qui sono estremamente abbondanti, e rappresentano i principali ecosystem engineers, andando a costituire dei veri e propri reef che si estendono, in maniera irregolare, lungo gran parte della linea di costa.

Il fondale sabbioso, poi, è in massima parte coperto dalle loro valve che persistono a lungo dopo la morte dei molluschi, i quali, quindi, direttamente o indirettamente modellano il paesaggio, ne accentuano la tridimensionalità, e offrono punti di ancoraggio e rifugio ad una ricchissima fauna associata.

La competizione per il substrato duro è spietata: le conchiglie delle ostriche sono spesso completamente ricoperte di ascidie, sia solitarie che coloniali, e nella maggior parte dei casi le ascidie stesse lottano per la sopravvivenza crescendo le une sopra le altre. Nel primo metro di profondità entrano nella competizione anche grandi alghe frondose verdi e rosse.

Negli anfratti che si creano tra le conchiglie, la biodiversità e l’abbondanza di animali è davvero impressionante: a farla da padrone sono certamente i crostacei, ed in particolare i granchi, onnipresenti con un gran numero di specie, tra cui risulta particolarmente abbondante il portunide Carcinus maenas, ma sono frequenti anche piccoli ghiozzi e pesci ago; in agguato, massicci Myoxocephalus scorpius, pesci simili a scorfani, ma appartenenti ala famiglia Cottidae, tipica di acque fredde.

Tra le alghe, strisciano placide decine e decine di Elysia viridis, lumache fotosintetiche sacoglosse che qui raggiungono dimensioni decisamente importanti se paragonate agli esemplari mediterranei, superando i 3 cm di lunghezza; con più attenzione, si possono scorgere anche grossi anfipodi, crostacei comuni anche in Mediterraneo, ma di taglie generalmente molto ridotte, mentre qui superano il centimetro di lunghezza…sono chiari effetti del tanto cibo a disposizione nel Mare del Nord, unito alle basse temperature che riducono il metabolismo!

E a proposito di “giganti”, tra le ostriche e nello strato d’acqua subito soprastante nuotano grossi misidiacei (Praunus flexuosus), gamberetti dalla forma allungata appartenetti all’ordine Mysida, che formano nuvole di individui a poca distanza dal fondale: anche loro grazie alla dieta nordica raggiungono dimensioni davvero sorprendenti!

Inoltre, gli accumuli di sedimento tra le ostriche e sul fondale danno origine a patch di sabbia di varia estensione, che ospitano un ecosistema piuttosto a sé stante, popolato soprattutto da gamberi grigi (Crangon crangon), anemoni di mare di varie specie e belle passere pianuzze (Platichthys flesus).

Un anfipode di oltre un centimetro di lunghezza

La splendida anguilla europea, Anguilla anguilla

Come spesso accade in ambienti incoerenti, con il favore del buio gli animali escono allo scoperto, e il paesaggio si popola ulteriormente. I fondali di Oosterschelde non fanno eccezione, e già ad un paio di metri di profondità, durante la notte la frenesia è palpabile: policheti rosa nuotano nella colonna d’acqua, e vengono predati dagli anemoni Sagartiogeton undatus, mentre sul fondo mi colpisce particolarmente l’incontro con un gran numero di anguille.

L’anguilla europea (Anguilla anguilla) è un animale straordinario, in grado di passare la vita in ambiente salmastro o d’acqua dolce, per poi raggiungere il mare aperto, talvolta perfino strisciando all’asciutto, e compiere una traversata di 4.000 km per raggiungere profondità abissali nel Mar dei Sargassi, dove avviene la riproduzione. E la larva, il leptocefalo, in alcuni anni riattraversa tutto l’Oceano Atlantico, per tornare nei siti da cui erano partiti i propri genitori, in una delle migrazioni più impressionanti del regno animale.

È emozionante trovarsi faccia a faccia con un animale che ha compiuto e compirà delle imprese così straordinarie!

Le immersioni in zona si svolgono tipicamente da riva, e sono piuttosto agevoli, anche se per raggiungere il mare bisogna spesso scavalcare gli alti parapetti di terra che proteggono i terreni olandesi dal mare: per fortuna, sono frequenti ampi parcheggi, spesso attrezzati di docce e bagni, in corrispondenza di comode scalinate e passaggi che favoriscono l’ingresso in acqua dei sub.

Il mare è quasi sempre calmo, ma mentre alcuni siti sono frequentabili a qualunque ora, altre zone sono soggette a forte correnti di marea, per cui è sempre bene controllare la tavola delle maree per pianificare le immersioni.

Immersioni che non possono far altro che sorprendere per l’incredibile biodiversità, ed entusiasmare con incontri davvero inusuali…non ci si deve mai far scoraggiare dalla scarsa visibilità o dall’acqua fredda!

La passera pianuzza, Platichthys flesus

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