Lo splendido picnogonide Nymphon sp., grande quanto il palmo di una mano!
GIORNO 2
L’acqua verde e fredda nasconde una ricchissima biodiversità. Per me, che amo le creature più strane, dalle forme inusuali, quasi “dimenticate” dall’evoluzione, il primo premio fra gli incontri più emozionanti è quello con i picnogonidi.
Sono artropodi primitivi, tra i più stretti parenti marini dei ragni terrestri, a cui parzialmente somigliano: a dire il vero, sembrano un po’ un incrocio fra un ragno, un granchio e un non so che di alieno; impressionante quanto il corpo sia ridotto al minimo, al punto che molti organi vitali (e nelle femmine gravide perfino le uova) si trovano all’interno delle lunghissime zampe!
Pur essendo presenti in tutti i mari del Mondo (anche in Mediterraneo sono frequenti, ma hanno taglie veramente ridotte!), solo in ambienti freddi i picnogonidi raggiungono dimensioni cospicue e si colorano di livree accese. Quando si ha la fortuna di incontrarli, ci si sente catapultati nel passato di qualche milione di anni, eppure loro sono lì, meravigliosamente vivi e vegeti, animali improbabili come sono sempre stati!
Un grande esemplare della medusa criniera di leone Cyanea capillata ha catturato il suo pasto, l’innocua medusa quadrifoglio Aurelia aurita
GIORNO 3
Protagonista perfino di un’avventura di Sherlock Holmes, la criniera di leone, Cyanea capillata, è una delle meduse di maggiori dimensioni, superando un metro di diametro e 10 metri di lunghezza dei numerosissimi tentacoli.
Nella novella di Sir Doyle, è responsabile di un’atroce morte apparentemente inspiegabile (almeno, fino alla brillante deduzione di Sherlock!), ma nella realtà il contatto con le sue cellule urticanti è molto doloroso ma generalmente non fatale.
Tipica di acque fredde boreali, la incontriamo sovente durante le nostre immersioni, mentre si lascia trasportare nell’acqua verde con i tentacoli espansi alla corrente, un grosso predatore che pattuglia il suo immenso regno.
Un grosso king crab si sta cibando dei resti di una medusa criniera di leone
GIORNO 4
Si dice che la pesca al gigantesco king crab sia una delle più pericolose al mondo, a causa delle proibitive condizioni atmosferiche. Abitante esclusivo di acque fredde, Lithodes maja è spesso associato agli enormi anemoni Bolocera tuediae, da cui ricava protezione essendo immune ai suoi tentacoli urticanti.
Certo, visto così, gigantesco (può raggiungere un metro e ottanta centimetri di ampiezza delle zampe!), coperto di spine, e con quelle lunghe e robuste chele, stupisce che un animale del genere possa sentire bisogno di protezione, ma si sa, la prudenza non è mai troppa!
Primo piano di un bell’esemplare di Pleuronectes platessa
GIORNO 5
E siamo già giunti al termine di questa meravigliosa esperienza. L’ultima immersione ci regala l’incontro con la platessa Pleuronectes platessa, nota suo malgrado soprattutto per la bontà delle sue carni, ma molto affascinante nel suo ambiente naturale, ossia i fondi detritici in acque fredde.
Le macchie arancio brillante sono fra i caratteri distintivi più tipici della specie. Ce ne andiamo sempre più convinti che i mari freddi, per quanto richiedano un certo pegno da pagare, possano incantare grazie al fascino di creature atipiche, che si sono adattate a vivere solo in questi ambienti per noi piuttosto inospitali!



