Uno splendido esemplare adulto di Congiopodus peruvianus
GIORNO 2
La prima parte della campagna scientifica in Patagonia cilena del 2019 si è svolta all’interno del fiordo Puyuhuapi, che ormai conosco piuttosto bene, ma che a volte mi riserva ancora belle sorprese, come l’incontro con questo affascinante esemplare adulto di Congiopodus peruvianus, detto horsefish per la vaga somiglianza del suo muso con quello di un cavallo!
E’ per me un incontro particolarmente gradito, visto che un paio di anni fa ho descritto il giovanile di questa specie, incontrato proprio nel Puyuhuapi, che rappresenta il primo caso noto di pesce non tropicale che imita forma e movenze di una foglia! QUI trovate il racconto, mentre a questo LINK trovate l’articolo scientifico.
Aggregazione di Munida gregaria al termine del Puyuhuapi. I laser si trovano a 10 cm di distanza.
GIORNO 4
Uno degli obiettivi principali della prima parte della campagna è stato il censimento e lo studio della distribuzione e dell’abbondanza lungo il fiordo di Munida gregaria, un piccolo crostaceo ritenuto estremamente importante per il funzionamento degli ecosistemi dei fiordi, dei quali rappresenta uno dei principali link trofici. I risultati sono stati sorprendenti, con abbondanze massime di 170 esemplari a metro quadrato! Nell’immagine si possono notare i due puntatori laser, posti a 10 cm di distanza l’uno dall’altro, usati come riferimento dimensionale!
Il bivalve di fondo incoerente Gari solida, oggetto di un nostro studio
GIORNO 6
Durante la campagna sono proseguiti anche gli esperimenti volti a determinare la dieta ed i tassi di alimentazione degli organismi filtratori presenti nel fiordo. Oggi è stato il turno del bivalve di fondo mobile Gari solida, di cui abbiamo sorprendentemente trovato un’ampia distesa su un fondale incoerente a pochi metri di profondità.
Agonopsis chiloensis, unico rappresentante australe della famiglia Agonidae
GIORNO 7
Dedicando molta attenzione ai sempre intriganti fondi incoerenti, abbiamo la fortuna di incontrare un piccolo pesce molto interessante, Agonopsis chiloensis. Si tratta dell’unico rappresentante australe della piccola famiglia Agonidae, tipica di acque fredde boreali.
In spagnolo questo pesce viene chiamato acorazado, corazzato, a causa delle grandi, robuste e sporgenti scaglie che formano 5 evidenti creste longitudinali lungo tutto il corpo dell’animale. Sul muso sono presenti dei barbigli sensoriali e, come accade in molti Scorpaeniformes, ordine a cui gli Agonidae appartengono, le pinne pettorali portano raggi collegati a ghiandole velenifere.
Il granchio Pinnaxodes chilensis all’interno del canale digerente del riccio Loxechinus albus
GIORNO 9
La seconda parte della campagna scientifica ci ha visti a bordo della Don Osvaldo, piccola imbarcazione di legno sulla quale abbiamo iniziato l’esplorazione del Canale Moraleda, direttamente affacciato sull’Oceano Pacifico. Tra le prime osservazioni che abbiamo avuto modo di fare, spicca Pinnaxodes chilensis, granchio la cui femmina è commensale obbligata del riccio Loxechinus albus.
Tutti i ricci raccolti avevano all’interno del proprio intestino questo grosso granchio modificato per la vita endosimbionte: il carapace è molle, mancano gli occhi, e le zampe sono troppo corte e deboli per sorreggere il corpo fortemente arrotondato. Nonostante l’ampio volume occupato dal granchio, sembra che i danni al riccio si limitino ad una parziale riduzione di 2 delle 5 gonadi!
Un esteso mussel bed
GIORNO 11
Lungo le coste alte e rocciose dei fiordi, i mitili Mytilus chilensis e Aulacomya atra formano ampie e dense cinture sia nella fascia intertidale e sopralitorale (la prima), sia al di sotto della superficie, nei primi metri di profondità (la seconda); in alcune circostanze, le loro conchiglie si accumulano in grandi quantità sui fondali pianeggianti, creando dei cosiddetti mussel bed. Questi, si estendono talvolta a perdita d’occhio, e costituiscono un nuovo habitat, che offre cibo e protezione ai molti organismi che li popolano.
Il ROV durante la risalita
GIORNO 13
Durante la seconda parte della spedizione è iniziata anche l’esplorazione dei fondali al di sotto dei 30 m di profondità, grazie all’ausilio di un ROV, un robot filoguidato. Si apre così una finestra su un mondo ancora praticamente sconosciuto…ci aspettiamo grandi scoperte in futuro! Qui in foto il ROV utilizzato per le esplorazioni, fotografato durante una risalita da 90 m di profondità!
Un incredibile banco di Munida gregaria
GIORNO 15
E quando ormai la campagna volgeva al termine, durante una pausa nella navigazione verso Gaviota, abbiamo notato una sorta di nuvola rossa nell’acqua verde e torbida; mi sono preparato al volo e tuffato nel Canale Moraleda, per trovarmi davanti ad uno degli spettacoli più incredibili a cui abbia mai assistito: enormi banchi di migliaia di esemplari di Munida gregaria, la stessa specie di cui ho studiato la distribuzione degli adulti bentonici, nuotavano all’unisono nella forte corrente, aprendosi e chiudendosi al mio passaggio ed estendendosi a perdita d’occhio nell’acqua scura! Questi enormi banchi planctonici erano noti, ma credo che pochi finora abbiano avuto modo di trovarsi circondati da questa moltitudine di curiosi crostacei!
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Parte delle informazioni riportate in questo articolo è tratta da:
Betti F., Castro L.R., Bavestrello G., Enrichetti F., Daneri G. (2020). Distribution, abundance and ecological requirements of the benthic phase of Munida gregaria (Anomura; Munididae) in the Puyuhuapi Fjord (Chilean Patagoniai). Regional Studies in Marine Science, 40: 101534. Link







