Un giovane esemplare di tuatara, Sphenodon punctatus, unico rappresentante attuale dell’intero ordine Rhynchocephalia, evolutosi insieme ai primi dinosauri
GIORNO 1
Grazie ad una breve sosta a Wellington, in Nuova Zelanda, riusciamo ad osservare da vicino i tuatara, Sphenodon punctatus, unici rappresentanti attuali dell’intero ordine Rhynchocephalia, evolutosi insieme ai primi dinosauri!
Il tuatara (il cui nome in lingua maori significa più o meno “lucertola spinosa”) presenta caratteristiche primitive, può superare i 60 cm di lunghezza, e si trova esclusivamente nel sottobosco delle foreste neozelandesi, dove di notte caccia invertebrati, tra cui i giant weta, grilli lunghi fino a 10 cm!
L’espressione simpatica di un marblefish, Aplodactylus cfr. arctidens
GIORNO 3
Dopo la tappa neozelandese, raggiungo la Tasmania, vera meta del mio viaggio, e in particolare Pirates Bay, all’estremità sud-orientale dell’isola.
Le splendide coste scoscese e modellate dal mare, sotto la superficie ospitano rigogliose foreste di basso kelp, che ricoprono grandi estensioni del fondale; nelle baie più riparate, spiazzi di sabbia e ciottoli interrompono l’uniformità del kelp, e offrono alghe più morbide e facilmente ingeribili ai marblefish, Aplodactylus cfr. arctidens, pesci prevalentemente erbivori.
Il nome comune di marblefish (pesce marmo) deriva dalla livrea fortemente marezzata, e si riferisce alle 5 specie della Famiglia Aplodactylidae, 4 delle quali si trovano solo tra Nuova Zelanda ed Australia meridionale; un incontro interessante, e un buon presagio per i giorni a venire!
Brachionichthys hirsutus in atteggiamento di minaccia nei confronti di altri pesci; è visibile l’illicio, primo raggio della pinna dorsale trasformato in esca
GIORNO 4
Oggi ho caricato tre bombole e l’attrezzatura subacquea nel bagagliaio dell’auto presa a noleggio, per dedicarmi alla ricerca di un pesce che da qualche anno desidero incontrare, lo spotted handfish, Brachionichthys hirsutus!
Gli strani handfish, lontani parenti dei frogfish tropicali, appartengono alla famiglia Brachionichthyidae, diffusa soltanto tra New South Wales e Tasmania, e sono tutti fortemente minacciati di estinzione, al punto che per alcune specie sono in fase di studio progetti di allevamento e reintroduzione.
Il nome scientifico e quello inglese si riferiscono alle pinne pettorali, simili a grandi mani con cui questi pesci “camminano” sul fondale! B. hirsutus vive su fondo incoerente a bassissima profondità, dove con la corta esca dorsale tipica dei Lophiiformes attira i piccoli invertebrati di cui si nutre.
Dopo una rapida ricerca bibliografica, seguendo i suggerimenti di esperti del centro subacqueo a cui mi sono appoggiato, e soprattutto dopo una lunga e attenta ricerca in immersione, sono riuscito a trovare due splendidi esemplari, poggiati sulla sabbia ad appena 5 metri di profondità!
La buffa espressione del pleuronettide Rhombosolea tapirina
GIORNO 5
Non pago del successo di ieri, oggi ho esplorato lungamente un altro ampio pianoro sabbioso, che si estende per centinaia di metri dalla linea di costa senza superare i 5 metri di profondità.
Purtroppo oggi non ho incontrato handfish, ma ho avuto il piacere di fare conoscenza con un grande e buffo esemplare di Rhombosolea tapirina, uno dei pesci piatti più tipici delle acque costiere tasmaniane, caratterizzato da una escrescenza carnosa frontale che ricorda la corta proboscide di un tapiro, ed è alla base del suo nome specifico.
I ciottoli di Pirates Bay ospitano un incredibile abbondanza di splendidi chitoni Ischnochiton australis
GIORNO 5 bis
Nel pomeriggio, il mare mosso ci impedisce di uscire dalla relativa protezione di Pirates Bay, dove si trova il piccolo porticciolo da cui salpiamo, così ci immergiamo all’interno della baia stessa, nelle acque rese torbide dalla forte risacca che solleva vaste nuvole di sabbia bianca dal fondale.
Le condizioni sono difficili, ma esplorando la zona abbiamo modo di scoprire che la faccia inferiore di ogni ciottolo o masso che delicatamente rigiriamo ospita una grande quantità di splendidi chiton Ischnochiton australis, ammassati gli uni sugli altri.
I chitoni sono molluschi erbivori, piuttosto primitivi, diffusi in tutti i mari del Mondo soprattutto nella fascia intertidale, e sono caratterizzati dalla presenza sul dorso di 7 o più spesso 8 piastre carbonatiche articolate, che hanno valso loro il nome di Polyplacophora, ossia più o meno “portatori di più piastre”. Le specie mediterranee hanno taglie massime generalmente inferiori a 2 cm, ma in acque fredde sono comuni chitoni di taglie maggiori: I. australis sfiora la decina di centimetri di lunghezza massima.
Il weedy seadragon, Phyllopteryx taeniolatus, vive solo lungo le coste della Tasmania e dell’Australia Meridionale
GIORNO 6
Un altro straordinario pesce che abita in prevalenza le acque tasmaniane (nonostante sia diffuso lungo tutte le coste meridionali australiane) è il bellissimo Weedy Seadragon, Phyllopteryx taeniolatus; in passato avevo incontrato suo “cugino”, il Leafy Seadragon Phycodorus eques (QUI trovate la storia!), ma questo splendido animale mi era sfuggito. È un pesce ago lungo oltre 40 cm, dal corpo affusolato e appiattito dotato di corte escrescenze cutanee che ne favoriscono il mimetismo tra le fronde di kelp.
Nelle buie acque della Tasmania, anche la livrea lo rende perfettamente invisibile mentre nuota pigramente nelle foreste, ma la luce dei flash ne mette in mostra i colori sgargianti.
L’esemplare in foto è un maschio, come dimostrano le poche uova non schiuse ancora visibili al di sotto dell’addome, che nei Syngnathidae vengono appunto accudite dai maschi; la femmina era poco distante, intenta a nutrirsi di nuvole di piccoli gamberetti misidiacei.
Un bellissimo idrozoo Ralpharia magnifica carico di meduse pronte per essere rilasciate nella colonna d’acqua
GIORNO 6 bis
Felice degli incontri mattutini, dedico l’ultima immersione alla difficile ricerca di altre specie di handfish, spedizione purtroppo infruttuosa; nuotando tra gli scogli nella fortissima risacca ad appena un paio di metri di profondità, mi trovo però davanti a piccoli giardinetti di splendidi grossi idrozoi.
Gli idrozoi, parenti dei coralli, durante il loro ciclo vitale attraversano una fase sessile preposta alla riproduzione asessuata, detta polipo (il quale può essere solitario o originare colonie), ed una fase planctonica, la medusa, adibita alla riproduzione sessuale. Ralpharia magnifica ha polipi solitari, di grandi dimensioni (fino a 10 cm di altezza), con una quarantina di tentacoli filiformi.
L’esemplare in foto è nel pieno della fase riproduttiva, e tutta la superficie del polipo è occupata dalle numerose piccole meduse in via di maturazione; nel giro di poco tempo, queste si staccheranno e nuoteranno nella colonna d’acqua, dove rilasceranno i gameti e avverrà la fecondazione, da cui si svilupperà una larva che darà origine ad un nuovo polipo. Un ciclo vitale complesso ed affascinante.






