Il robot dal nome di sirena:
alla scoperta degli strani granchi partenope

I granchi appartenenti alla famiglia Parthenopidae sono caratterizzati da un aspetto tozzo e da lunghe chele sproporzionate, che hanno valso loro il nome inglese di elbow crab, granchi gomito!

COORDINATE: 43°32’43.0″N 13°37’56.0″E

KEYWORDS: parthenopidae, granchio, majoidea, adriatico, conero, noli

Benché siano poco conosciuti dai subacquei, i granchi partenope, termine con cui si indicano comunemente tutti gli appartenenti alla famiglia Parthenopidae, contano oltre 150 specie: una famiglia bella grande, insomma! La classificazione dei suoi esponenti è complessa ed in continuo aggiornamento; mentre in passato erano molte le specie ricondotte al genere tipo Parthenope, oggi sono poche, secondo alcuni autori solo tre, quelle che ancora ne fanno parte.

I granchi partenope sono caratterizzati da un corpo più largo che lungo, in virtù di ampie espansioni laterali che gli danno forma triangolare, leggermente squadrata, da cui si dipartono chele lunghe fino a sei volte la larghezza del corpo. Proprio quest’ultima caratteristica è all’origine del nome inglese, quello di elbow crab, ossia granchi gomito!

Sia il carapace che le chele, generalmente più lunghe nel maschio, hanno spesso aspetto spigoloso e puntuto, se non addirittura spinoso. Le chele possono essere ripiegate davanti al capo, a formare uno scudo che spesso diventa un tutt’uno con le espansioni del carapace, trasformando il granchio in una fortezza difficilmente espugnabile.

Si trovano in tutti i mari temperati e tropicali, anche a grande profondità, e in genere prediligono fondi incoerenti (in Italia sono particolarmente comuni nel Nord Adriatico), in cui si infossano lasciando sporgere solo gli occhi.

E visto che la prudenza non è mai troppa, alla forte corazza e all’abitudine di vivere nascosti sotto la sabbia, questi granchi aggiungono anche un aspetto che nel complesso dona loro una forte capacità di criptismo su fondi grossolani; a causa della frequente immobilità, poi, capita che sul carapace crescano organismi epibionti, quali alghe o spugne…e allora ecco che il camuffamento diventa perfetto!

Un grosso esemplare di granchio partenope Derilambrus angulifrons su fondo fangoso lungo la Riviera del Conero (AN)

Le specie dalle forme più allungate, quando ricoperte di organismi possono essere a prima vista scambiate per granchi decoratori, facenti parte della superfamiglia Majoidea, a cui in passato sembravano essere imparentati (oggi studi genetici stanno facendo sorgere qualche dubbio).

Si tratta di granchi caratterizzati da zampe, chele e carapace coperti di corti peli uncinati, su cui sono in grado di fissare organismi prelevati dall’ambiente, quali alghe, spugne, idrozoi, in una forma di mimetismo che prende il nome di mascheramento. E allora, come fare quando troviamo un granchio che ci genera qualche incertezza di classificazione? Basta avere un po’ di pazienza, e soffermarsi a guardarlo senza intimorirlo; se si sentirà tranquillo, il granchio continuerà le proprie attività, e questo ci svelerà la sua natura. Sì, perché i granchi decoratori utilizzano le chele per porsi gli organismi sul capo e sul dorso, e per questo con le chele vanno spesso a pizzicarsi il carapace; i granchi partenope, invece non hanno questa capacità, in quanto le loro chele non sono sufficientemente snodate per permettere loro di “grattarsi la schiena”!

Lungo le coste italiane sono segnalate solo cinque specie, e Derilambrus angulifrons pare essere la più comune; un carattere distintivo è dato dalla faccia interna delle lunghe chele, che è sempre di colore rosa acceso o viola: se spaventata, non esita a spalancare davanti all’aggressore le potenti tenaglie, il cui effetto sorpresa è amplificato dal colore evidente.

Spesso ignorati dai subacquei, che tendono ad evitare immersioni in ambienti di fondo mobile, questi granchi dal nome mitologico sanno essere estremamente affascinanti, in virtù della loro forma aliena e del fortissimo grado di mimetismo. Scovare un granchio partenope non è facile, ma sicuramente rappresenta uno degli incontri più curiosi e particolari che il nostro mare ci può riservare.

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