La Kristineberg Marine Research Station
LA STAZIONE
La Kristineberg Marine Research Station, a nord di Gothenburg, in Svezia, è un piccolo gioiello: isolata su un promontorio roccioso tra il noto canale dello Skagerrak e l’imboccatura del Gullmarn, principale fiordo delle coste svedesi, offre a ricercatori di tutto il mondo pace, relax, confort e tutte le strutture ed attrezzature necessarie per le attività di ricerca in mare ed in laboratorio.
I diversi edifici che compongono la stazione convergono verso un breve pontile, che conduce ad un’ampia piattaforma che ospita il diving e diversi magazzini contenenti attrezzature di campionamento. L’accesso al mare per effettuare immersioni scientifiche è possibile grazie a diverse scalette disposte strategicamente lungo la piattaforma ed i vari pontili che si dipartono da essa, oppure grazie ad alcune piccole barche in plastica a fondo piatto e prua abbattibile, comuni alle alte latitudini boreali.
Una medusa criniere di leone, Cyanea capillata, davanti alla stazione
MEDUSE!
L’acqua, la cui temperatura in agosto si aggira tra 15 e 18°C, è verdastra a causa della grande abbondanza di plancton, ma dalla superficie appare piuttosto limpida, anche se tutto l’ambiente è ricoperto da una sottile patina di sedimento, che al primo movimento sale in sospensione, rendendo difficile scattare fotografie. Già dai pontili ci si può stupire dell’incredibile concentrazione di meduse criniera di leone, Cyanea capillata: animali splendidi alla vista, ma probabilmente la loro abbondanza non è un buon segno dal punto di vista ecologico, dal momento che le meduse sono in aumento in tutto il mondo a causa degli squilibri ecologici indotti dall’uomo. Molti esemplari sono di piccole dimensioni, considerando la taglia massima che questa specie può raggiungere, ma non mancano meduse di taglia discreta, con tentacoli che superano il metro e mezzo di lunghezza.
Zoarces viviparus, pesce tipico di acque fredde e poco profonde
IL PONTILE
Immergendosi nel canale, profondo appena un paio di metri, tra la costa e la piattaforma, lungo il pontile principale e al di sotto delle barche ormeggiate, appare evidente una grande attività: i piloni e le rocce sono coperte di alghe, tra cui si muovono agili gamberetti Palaemon elegans, strisciano eleganti platelminti Prosthecaereus vittatus, e nuotano tordi, giovani merluzzi Gadus morhua e, a pochi decimetri di distanza dalla superficie, perfino alcuni esemplari di Zoarces viviparus, pesce presente solo in acque fredde boreali; tra le sue peculiarità spiccano la capacità di tollerare l’esposizione all’aria durante le basse maree respirando aria atmosferica e, come conferma il nome scientifico, la riproduzione vivipara, estremamente rara tra i pesci ossei!
Il nudibranco Aeolidiella glauca striscia su una foglia di Zostera marina
LA PRATERIA
Oltrepassata la piattaforma, invece, si apre una densa prateria della fanerogama Zostera marina, le cui foglie verdi e sottili ospitano numerosi piccoli anemoni di mare della specie Sagartiogeton viduatus; questi rientrano tra le prede preferite dei bei nudibranchi Aeolidiella glauca, che di conseguenza sono facilmente osservabili mentre strisciano sulle foglie alla ricerca di anemoni, o mentre vi depongono le uova, organizzate in eleganti e sottili spirali di colore bianco.
Tra le fronde delle fanerogame spiccano poi in grande quantità alghe appartenenti alla specie Chorda filum; come il nome suggerisce, si tratta di alghe brune filiformi, con un diametro di pochi millimetri ma in grado di superare gli 8 metri di lunghezza! Quando formano distese piuttosto dense, queste alghe rendono l’immersione davvero complicata, vista la loro tendenza ad aggrovigliarsi a tutta l’attrezzatura subacquea!
Femmina del ghiozzetto Gobiusculus flavescens, specie tipica del Mare del Nord, caratterizzata da scarsi contatti con il fondale
LA SABBIA
Ampi spiazzi di sabbia si aprono all’interno della prateria o tra questa e le rocce costiere; il sedimento è molto fine e volatile, per cui un buon assetto diventa ancora più fondamentale per poter ottenere qualche scatto della vita che li popola. Particolarmente evidente la presenza di ghiozzi, tra cui si riconoscono facilmente i tozzi ghiozzi neri Gobius niger, ed i piccoli ghiozzetti Pomatoschistus minutus, in grado di sollevarsi dal fondale e nuotare con rapidi scatti al di sopra di esso.
Ma più tipico del Mare del Nord è il ghiozzetto pelagico Gobiusculus flavescens, uno dei pochi Gobiidae che tende a non posarsi mai sul fondo, e nuota in piccole aggregazioni a poca distanza da esso; le femmine, di colore arancione, sono facilmente riconoscibili, mentre i maschi sono più piccoli e hanno colori più anonimi.
Il paguro Pagurus bernhardus in simbiosi con l’idrozoo Hydractinia echinata, che ne riveste la conchiglia
SIMBIOSI
Sul fondo sabbioso si osserva anche l’interessante simbiosi mutualistica tra l’idrozoo Hydractinia echinata ed il paguro Pagurus bernhardus. I polipi dell’idrozoo colonizzano le conchiglie nelle quali trovano riparo i paguri, e traggono giovamento dalla maggiore possibilità di trovare cibo derivata dal trasporto ad opera del crostaceo; questo, in cambio, può sfruttare la maggiore protezione data dalle cellule urticanti di cui sono ricchi i polipi di H. echinata.
Grandi pesci ago Syngnathus acus, belle stelle viola Asterias cfr. rubens e combattivi granchi Carcinus aestuari, dalle tipiche sfumature verdi, completano la fauna tipica degli spiazzi sabbiosi intorno alla Stazione.
In profondità compare il corallo molle Alcyonium digitatum
LE COSTE ROCCIOSE
Proprio di fronte ai pontili più esterni, a pochi metri di distanza, si trova un isolotto, semplicemente denominato Kristineberg Island, dietro il quale si staglia la poco più grande isola di Blabergsholmen. Lungo le coste rocciose delle due isole, a pochi metri di profondità, prosperano grandi quantitativi di Chorda filum, tra cui nuotano, e sovente restano intrappolate, numerose meduse criniera di leone. Al di sotto, si apre una zona piuttosto povera, coperta di sedimento e alghe filamentose.
A partire da una quindicina di metri di profondità, la componente vegetale lascia invece spazio a quella animale, e le pareti ospitano aggregazioni delle ascidie trasparenti Ciona intestinalis, del corallo molle Alcyonium digitatum, tipico del Mare del Nord, o della madrepora solitaria Caryophyllia smithii, qui in grado di tappezzare ampie porzioni di fondale con centinaia di esemplari a poca distanza gli uni dagli altri.
Tra le rocce alla base delle pareti, trovano rifugi grandi astici Homarus gammarus
IL MARE DEL NORD
Nel complesso, non avendo avuto modo di esplorare i fondali al di sotto dei 25 metri di profondità, né di allontanarmi dalle coste più prossime alla stazione, non ho probabilmente potuto avere un quadro complessivo degli incontri che questo posto può offrire. Ho trovato un ambiente forse non particolarmente ricco in termini di biodiversità, ma ho al contempo incontrato alcuni organismi assolutamente tipici del Mare del Nord, che non avevo mai visto prima, e molta vita appena al di sotto della superficie, a pochi decimetri di profondità.
I mari freddi si confermano estremamente interessanti, e questa straordinaria stazione scientifica sperduta lungo le coste svedesi può essere un ottimo punto di partenza per studiarne a fondo le caratteristiche zoologiche ed ecologiche.







