Un echidna (Tachyglossus aculeatus) di Kangaroo Island. Insieme all’ornitorinco, è l’unico mammifero che depone le uova. Deve il suo nome ad un personaggio della mitologia greca, un essere metà donna e metà serpente…quindi un po’ mammifero e un po’ rettile, come a prima vista questo animale può sembrare!
KANGAROO ISLAND
A marzo del 2013, ho avuto l’opportunità di presentare i risultati di alcuni miei studi alla World Sponge Conference, che si è tenuta a Perth, in Australia. L’occasione è stata troppo ghiotta per non organizzare immediatamente un trasferimento a Kangaroo Island, piccola isola a Sud di Adelaide (quindi in effetti non proprio dietro l’angolo, rispetto a Perth…ma sempre più vicino rispetto all’Italia!) nota per ospitare un’incredibile concentrazione di fauna selvatica, al punto che un terzo della superficie dell’isola è protetta da parchi. E in effetti, girovagando per strade e sentieri, non passa un’ora senza incontrare canguri, wallaby, koala, echidna, goanna (parenti del noto varano di Komodo) e un’ampia pletora di uccelli. Lungo la costa, poi, sono presenti una colonia di iperattive otarie del capo (Arctocephalus pusillus) e una di pigre otarie australiane (Neophoca cinerea). Ma il vero motivo del mio viaggio a Kangaroo Island è un altro: l’isola è il posto al Mondo in cui è più facile incontrare Phycodurus eques, il cosiddetto leafy seadragon!
Il leafy seadragon Phycodurus eques
IL LEAFY SEADRAGON
Questo splendido pesce è a tutti gli effetti un cavalluccio marino, anche se di taglia piuttosto cospicua rispetto ai suoi cugini (arriva ad una quarantina di centimetri di lunghezza) e ben più abile nel nuoto. Infatti, invece di starsene sul fondo, aggrappato grazie alla coda prensile tipica dei suoi simili, il seadragon si muove pigramente nella colonna d’acqua, grazie al battito delle quasi invisibili pinne pettorali e dorsale, e usa la coda lunga e poco mobile come una sorta di timone. Ma la sua caratteristica principale è costituita dalle numerose ampie espansioni cutanee che si dipartono dorsalmente e ventralmente da tutto il corpo, rendendolo piuttosto appariscente se isolato dal contesto, ma estremamente camuffato tra le alghe brune tra cui vive.
Un meraviglioso leafy seadragon, Phycodurus eques, accanto ad un pilone del pontile sotto cui l’abbiamo scovato
BELLO E VULNERABILE
In effetti Kangaroo Island è il sito più favorevole all’osservazione di P. eques, ma a dire il vero la concorrenza è abbastanza limitata, dal momento che questa specie si trova solo nelle acque piuttosto fredde del Sud Australia (di cui è anche l’emblema ufficiale!) e della Tasmania, all’interno di baie riparate in cui sargassi, kelp e altre macroalghe brune la fanno da padrone. La sua forma così particolare, e la livrea su toni di beige e giallastro, che peraltro è in grado di adeguare ai colori circostanti, non sono altro che un perfetto adattamento al suo habitat.
Purtroppo un areale di distribuzione così ristretto e la necessità di questo particolare ambiente rendono il leafy seadragon un animale piuttosto vulnerabile; tra le principali minacce figurano l’inquinamento e l’antropizzazione della costa, oltre al prelievo diretto di esemplari per la medicina cinese e per il mercato acquariologico. Per questo, la specie è fortemente protetta dal governo australiano.
Primo piano di un leafy seadragon, Phycodurus eques, parassitato da alcuni isopodi
UN INCONTRO STRAORDINARIO
Per incontrare questo straordinario animale, perfetto esempio delle vette raggiunte dall’evoluzione nell’adattare gli organismi all’ambiente, abbiamo raggiunto a bordo di un fuoristrada scassato un vecchio pontile di metallo, dal quale ci siamo immersi in un’acqua piuttosto fredda (intorno a 15°C) e torbida, e lì, a pochi metri di profondità tra i piloni, sballottati dalla risacca quanto noi, diversi dragoni si sono lasciati osservare nel pieno delle loro attività di caccia di piccoli invertebrati, lasciandoci a bocca aperta.
Piuttosto simile al leafy seadragon è Phyllopteryx taeniolatus il cosiddetto weedy seadragon (QUI si parla anche di lui!), che si differenzia per il corpo più snello e le appendici cutanee meno sviluppate ed abbondanti; il suo areale di distribuzione è parzialmente sovrapposto a quello di P. eques. Nel 2015 è stata poi descritta in Australia occidentale una terza specie di dragone, Phyllopteryx dewysea, detto ruby seadragon per via del colore vermiglio; si trova in acque più profonde (al di sotto di 50 m), e il colore rosso, che scompare con la profondità, potrebbe anche in questo caso derivare da esigenze di criptismo.



